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IL DIFENSORE CIVICO: "NELLE MARCHE IL PATROCINIO SIA CONCESSO SOLO A EVENTI ACCESSIBILI".




ROMA - Le iniziative aperte al pubblico che hanno le amministrazioni tra gli organizzatori debbono tenersi in locali accessibili, mentre i patrocini sia gratuiti o onerosi per eventi organizzati da pubblici o privati devono essere concessi solo nel caso di manifestazioni pienamente accessibili e che abbiano indicata sulle locandine la possibilità dell'accesso per le persone disabili. È quanto chiede il difensore civico regionale delle Marche, Samuele Animali, con una raccomandazione in materia di barriere architettoniche inviata a tutti i Comuni e le Province e alle maggiori pubbliche amministrazioni della regione. Tre semplici regole, "a costo zero ma di grande valore - spiega Animali -, anche sotto il profilo simbolico e della comunicazione, nella misura in cui riguardano gli eventi e le riunioni pubbliche". L'iniziativa, si legge nella raccomandazione, è "volta a porre fine ad una persistente discriminazione verso i disabili e le persone con difficoltà nella deambulazione, che diventa tanto più odiosa quando viene perpetrata dal soggetto che dovrebbe vigilare, cioè la pubblica amministrazione".

La richiesta del difensore civico delle Marche fa eco a una serie di iniziative che già dal 2007 hanno interessato diverse città italiane. L'idea di concedere il patrocinio solo a manifestazioni accessibili ai disabili, infatti, è venuta per la prima volta al Comune di Torino che ha approvato nel dicembre 2007 una delibera che comportava, per quelle manifestazioni non accessibili, il ritiro del patrocinio e la revoca dei contributi. Dai primi di settembre anche il Comune di Ferrara ha espresso un orientamento in tal senso sull'assegnazione del patrocinio e poi anche Piacenza, rendendo accessibile il secondo "Festival del Diritto", svoltosi alla fine di settembre.

Si tratta di un "semplice codice di comportamento", spiega Animali, che però spesso resta disatteso, "magari in buona fede o per scarsa attenzione", quando invece sono proprio le amministrazioni a dover "prestare ossequio ai principi sanciti dalla normativa italiana e dalla Convenzione internazionale sui diritti delle persone disabili". Una delle difficoltà individuate nelle varie esperienze, però, è l'assenza di un controllo sistematico sulle manifestazioni. Per questo, la raccomandazione del difensore civico delle Marche, si rivolge in parte anche ai cittadini chiedendo un intervento attivo per quanto riguarda la segnalazioni delle violazioni "di modo che si possano sanzionare i responsabili e soprattutto evitare che si ripetano atti discriminatori", rivolgendosi oltre che alle amministrazioni anche allo stesso ufficio del difensore. (ga)

fonte: superabile





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