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Isee ristretto o ordinario per servizi disabili? Un chiarimento dall’INPS




Inps pubblica un documento in cui chiarisce che per tutti i servizi di natura sociale e sociosanitaria rivolti alle persone con disabilità deve essere applicato l'Isee ristretto Isee “ordinario” oppure “ristretto”? Quale di questi due strumenti deve essere applicato alle persone con disabilità per la compartecipazione alle spese socio-sanitarie? Alcune interpretazioni della normativa nazionale (Dpcm 159/2013) hanno creato situazioni che penalizzano le persone con disabilità. Pubblichiamo quindi una informativa di Ledha che segnala la risposta data dall’INPS a questa questione. Sulla questione, la Lega per i diritti delle persone con disabilità aveva già pubblicato un interessante e articolato parere legale,dove evidenziava come l'Isee ristretto (che “riduce” il nucleo familiare del beneficiario cui fare riferimento per il calcolo dell'Isee solo al coniuge e ai figli) si debba applicare anche alle prestazioni sociali, laddove siano inserite in percorsi di natura socio-sanitaria. Ora, dichiara la Ledha, arriva un chiarimento definitivo dallo stesso INPS che sul suo sito ha pubblicato un documento dal titolo “Le risposte alle domande più frequenti rispetto al tema Isee” e che raccoglie diversi quesiti posti da cittadini e associazioni sull'argomento. Tra questi, uno in particolare (V_27 del 26 gennaio 2016, che trovate a pagina 47) riguarda il campo di applicazione dell'Isee sociosanitario: “... quale ISEE richiedere per concedere prestazioni agevolate (integrazioni rette) in ordine alla frequenza di un C.S.E.?”

L'Istituto di previdenza risponde in questo modo: "Nella definizione di prestazione agevolate di natura sociosanitaria il DPCM 159/2015 fa rientrare anche il concetto di altri interventi rivolti alle persone con disabilità: in effetti tale definizione è così ampia da ricomprendere sia le prestazioni sanitarie a rilevanza sociale che quelle sociali a rilevanza sanitaria, (...). In estrema sintesi si afferma che il Cse deve essere ricompreso tra i servizi per cui chiedere l'Isee sociosanitario purché la persona abbia ottenuto il riconoscimento formale del grado di disabilità non autosufficienza”.

“Conformemente a quanto già affermato dal nostro servizio legale, Inps ritiene che tutti i servizi, sia quelli di natura sociale, sia quelli di natura sociosanitaria rivolti alle persone con disabilità siano da ricomprendere nella nozione di prestazione agevolata di natura sociosanitaria. E quindi debba essere applicato l'Isee ristretto”, commenta Gaetano De Luca, avvocato del Centro Antidiscriminazione “Franco Bomprezzi” di LEDHA.

Aggiunge Alberto Fontana, presidente LEDHA “Auspichiamo che, sulla base di quanto affermato dall'Inps in questa risposta, Regione Lombardia intervenga sulle linee guida pubblicate lo scorso marzo e le modifichi, applicando così un criterio che garantisca un'equa compartecipazione alle spese per le persone con disabilità”. Segnalava infatti la stessa Ledha che, così come fatto in numerosi Comuni, le stesse le linee guida emesse da Regione Lombardia nel marzo 2015, ad esempio, escludono alcuni servizi rivolti alle persone con disabilità (tra cui CSE e SFA) da quelli per cui è possibile richiedere l'applicazione dell'Isee ristretto per la compartecipazione alla spesa.





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